Partecipare a un evento che celebra la qualità e la cultura dell’olio extravergine è sempre un momento speciale, ma quest’anno lo è stato ancora di più.
Nella splendida cornice di Torri del Benaco, sul Lago di Garda, abbiamo preso parte all’edizione 2026 della Festa dell’Olio: un evento ricco e articolato, che ha visto alternarsi degustazioni, incontri e banchi di assaggio lungo il lungolago.

La presentazione della Guida agli Extravergini 2026 di Slow Food è stata un po’ la ciliegina sulla torta di questo intenso weekend: un appuntamento che riunisce produttori, appassionati e professionisti del settore, tutti accomunati dalla stessa attenzione per l’eccellenza.

Dopo alcuni anni di assenza, il nostro frantoio torna a far parte della Guida agli Extravergini di Slow Food, con una consapevolezza nuova e una visione ancora più chiara.
Durante l’evento, Davide ha portato la nostra testimonianza, raccontando le difficoltà che caratterizzano il mondo dell’olivicoltura, soprattutto nelle zone collinari come la nostra.
Qui, molte lavorazioni vengono ancora eseguite a mano: una scelta che garantisce qualità, ma che comporta costi elevati e una crescente difficoltà nel reperire manodopera qualificata. È un equilibrio delicato, quello tra sostenibilità economica e rispetto delle pratiche tradizionali, che ogni giorno cerchiamo di mantenere.

Guida agli Oli Extravergini 2026 di SlowFood

Uno dei temi centrali è stato anche il recupero e la valorizzazione della varietà Grignano. Solo trent’anni fa si pensava di abbandonarla, considerata poco redditizia e difficile da lavorare. Oggi, grazie a tecniche agronomiche e di estrazione più attente e innovative, questa cultivar è in grado di esprimere oli di grande qualità, identitari e profondamente legati al territorio. È la dimostrazione che, con ricerca e determinazione, anche ciò che sembrava destinato a scomparire può tornare a essere una risorsa.

Visitatori presso lo stand di frantoio Ver Zen alla Festa dell’olio di Torri del Benaco

È stato interessante osservare anche il pubblico presente, composto in gran parte da visitatori stranieri, soprattutto tedeschi, da sempre legati al nostro lago. Un pubblico attento, curioso e orientato alla qualità, disposto a riconoscerne il valore: un approccio che ci ricorda quanto sia importante continuare a raccontare il nostro lavoro e ciò che sta dietro a ogni bottiglia.
Torniamo da questa esperienza con ancora più convinzione: fare olio di qualità significa custodire un territorio, affrontare sfide quotidiane e fare scelte che guardano al futuro. Essere nella guida Slow Food non è un punto di arrivo, ma una responsabilità in più — quella di continuare a migliorare, senza perdere di vista ciò che siamo.